Nel 2024 la Cina ha compiuto un passo decisivo nella regolamentazione ESG introducendo i Chinese Sustainability Disclosure Standards (CSDS), un sistema organico di standard per la rendicontazione non finanziaria ispirato ai principi internazionali ISSB (International Sustainability Standards Board) e, sotto molti aspetti, alla logica europea della CSRD.
Questa mossa posiziona la Cina come uno degli attori normativi più influenti nella definizione di un linguaggio globale sulla sostenibilità – con un approccio sorprendentemente strutturato, digitale e ad alto impatto.
Parallelamente, l’Europa continua a rappresentare un punto di riferimento globale con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), anche se negli ultimi mesi la Commissione ha avviato una revisione prudenziale volta a ridurre oneri e tempistiche di adozione.
Il risultato?
Due modelli diversi, ma entrambi destinati a ridefinire il modo in cui imprese e mercati comprendono e comunicano il proprio impatto.
Che cosa prevede il nuovo modello cinese CSDS
I CSDS si basano su tre pilastri principali:
- Standard di base
Stabiliscono i principi generali di rendicontazione, allineati agli standard dell’ISSB, con particolare attenzione alla qualità, comparabilità e digitalizzazione dei dati. - Standard tematici
Definiscono regole specifiche per settori e temi ambientali, sociali e di governance, fornendo indicazioni dettagliate sulle informazioni da raccogliere e pubblicare. - Linee guida applicative
Aiutano le imprese a implementare gli standard, con indicazioni operative su metodologie, fonti dati, metriche e strumenti digitali.
Un elemento centrale: la doppia materialità
Proprio come nella CSRD, anche i CSDS si basano sul principio della doppia materialità:
- Materialità finanziaria: come i temi ESG influenzano la performance economica dell’azienda.
- Materialità d’impatto: come l’azienda incide su ambiente, persone e società.
Questa convergenza avvicina i CSDS al modello europeo, pur adattandoli al contesto economico e normativo cinese.
Implementazione graduale fino al 2030
La Cina seguirà una roadmap strutturata in tre fasi:
- 2024-2025: adozione volontaria per grandi aziende e gruppi quotati.
- 2026-2027: estensione progressiva ad altri settori strategici.
- 2028-2030: obbligatorietà generalizzata, con particolare attenzione alle PMI e alla digitalizzazione dei processi.
L’obiettivo è creare un sistema unificato, comparabile a livello internazionale e integrato nella strategia di sviluppo economico nazionale.
L’Europa rallenta (ma resta un modello avanzato)
In Europa la CSRD rimane il quadro normativo più avanzato al mondo: un sistema molto dettagliato, con indicatori specifici e obblighi estesi a circa 50.000 imprese.
Tuttavia, la Commissione Europea sta valutando modifiche su:
- scadenze
- soglie dimensionali
- obblighi per PMI e gruppi esclusi.
L’obiettivo è alleggerire il carico amministrativo e migliorare la proporzionalità degli obblighi, senza rinunciare ai principi fondanti della direttiva: trasparenza, comparabilità e qualità delle informazioni.
Cina vs Europa: un confronto sintetico
Cina: accelerazione e integrazione
- Sistema fortemente centralizzato e unificato.
- Obbligatorietà prevista per il 2030.
- Forte spinta alla digitalizzazione dei dati.
- Allineamento agli standard ISSB con focus operativo.
Europa: rigore e gradualità
- Ampio set di requisiti tramite gli ESRS.
- Adozione scaglionata nel tempo.
- Possibile revisione per semplificare l’applicazione.
- Ampia esperienza nell’approccio basato sulla doppia materialità.
Impatti per le imprese italiane, dentro e fuori l’Europa
Le aziende italiane devono monitorare con attenzione entrambi i sistemi. Ma come?
Le imprese che operano in Cina o hanno fornitori cinesi dovranno verificare il livello di preparazione rispetto ai nuovi requisiti:
- tracciabilità della supply chain;
- qualità e affidabilità dei dati ESG;
- integrazione delle informazioni non finanziarie con quelle contabili;
- capacità di dimostrare conformità a richieste ESG dei partner locali.
Per le imprese europee coinvolte nella CSRD è fondamentale continuare l’allineamento agli ESRS, anche durante la revisione delle scadenze. Investitori e mercati richiedono sempre più:
- rendicontazione trasparente;
- metriche comparabili;
- piani concreti di transizione climatica.
Quali sono le opportunità per le imprese più proattive? Anticipare i requisiti ESG oggi significa essere più credibili verso i mercati globali, migliorare il dialogo con stakeholder e investitori e valorizzare la propria supply chain in ottica sostenibile.
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