Rating ESG: alla ricerca della coerenza ambientale, sociale e di governance

Il mondo degli investimenti ha visto un crescente interesse verso il rating ESG (ambientale, sociale e di governance), poiché sempre più investitori cercano di integrare considerazioni sostenibili nelle loro decisioni finanziarie. Tuttavia, la mancanza di coerenza tra le valutazioni ESG emesse da diverse agenzie di rating rimane un ostacolo significativo. Il Parlamento europeo ha approvato nel mese di aprile la propria risoluzione legislativa sulla proposta di Regolamento per affrontare questa sfida e promuovere la trasparenza e l’integrità nelle attività di rating ESG.

Facciamo chiarezza: il concetto di rating ESG

Il rating ESG è un metodo di valutazione che valuta le prestazioni di un’azienda in termini di impatto ambientale, responsabilità sociale e governance aziendale. Questi criteri vengono utilizzati dagli investitori per valutare il grado di sostenibilità e responsabilità di un’azienda nel lungo termine.

Tuttavia, nonostante l’importanza crescente del rating ESG, esiste una mancanza di uniformità e coerenza tra le valutazioni emesse da diverse agenzie. Questo fenomeno può portare a confusione e rendere difficile per gli investitori prendere decisioni informate.

La proposta di Regolamento del Parlamento europeo

Per affrontare questa sfida, il Parlamento europeo ha presentato e approvato in prima lettura una proposta di regolamento volto a migliorare la trasparenza e l’integrità delle attività di rating ESG. Questa proposta mira a stabilire standard comuni e procedure chiare per le agenzie di rating ESG, al fine di garantire una maggiore coerenza e affidabilità nelle valutazioni.

Tra le principali disposizioni proposte, vi è l’obbligo per le agenzie di rating di divulgare pubblicamente le metodologie utilizzate, nonché le fonti di dati e le informazioni considerate. Ciò permetterebbe agli investitori di comprendere meglio il processo di valutazione e analizzare in modo più accurato la credibilità delle valutazioni ESG. Ma vediamo più nel dettaglio quali sono queste disposizioni.

Le principali novità del Regolamento

  • Sarà richiesto che la divulgazione di rating ESG da parte degli operatori dei mercati finanziari o dei consulenti finanziari nelle loro comunicazioni di marketing sia accompagnata dalla pubblicazione sul proprio sito web di informazioni dettagliate sulle metodologie utilizzate per tali rating ESG. Questo cambiamento sarà implementato attraverso la modifica del Regolamento (UE) 2019/2088 sulla divulgazione della finanza sostenibile, noto come Regolamento SFDR.
  • Sarà possibile fornire rating separati per i fattori ambientali (“E”), sociali (“S”) e di governance (“G”). Nel caso in cui venga fornito un unico rating, tuttavia, sarà necessario rendere chiara la ponderazione dei fattori E, S e G per ciascuno di essi.
  • I fornitori di rating ESG stabiliti nell’Unione Europea dovranno ottenere un’autorizzazione dall’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA).
  • I fornitori di rating stabiliti al di fuori dell’UE che desiderano operare all’interno dell’Unione dovranno invece ottenere un’approvazione dei loro rating ESG da parte di un fornitore di rating autorizzato nell’UE. In alternativa, potranno essere inclusi nel registro UE dei fornitori di rating ESG, previa decisione di equivalenza in relazione al Paese di origine, dopo un dialogo tra l’ESMA e l’autorità competente del Paese terzo interessato.
  • Sarà istituito un regime di registrazione temporaneo e facoltativo della durata di tre anni per le piccole imprese e i gruppi che forniscono rating ESG. I piccoli fornitori di rating ESG che scelgono questo regime saranno esentati dal pagamento delle commissioni di vigilanza dell’ESMA, pur rimanendo soggetti alla sua vigilanza e dovendo rispettare alcuni principi generali di organizzazione e governance, nonché i requisiti di trasparenza verso il pubblico e gli utenti. Al termine di questo periodo temporaneo, dovranno adeguarsi a tutte le disposizioni delineate nel Regolamento, compresi i requisiti relativi alla governance e alle commissioni di vigilanza.

La sfida attuale del rating ESG

Una delle sfide principali nel campo del rating ESG è l’incoerenza nelle valutazioni tra diverse agenzie. Questo può essere attribuito a una serie di fattori, tra cui la mancanza di standard comuni e dell’utilizzo della doppia materialità, la soggettività nelle valutazioni e le differenze nella disponibilità e nell’interpretazione dei dati.

Il Regolamento proposto dal Parlamento europeo mira a mitigare questi problemi stabilendo standard e procedure comuni. Tuttavia, è importante riconoscere che raggiungere una completa coerenza nel rating ESG potrebbe richiedere tempo e sforzi continui da parte di tutte le parti interessate.

Quel che è certo è che ci troviamo di fronte a un importante passo in avanti verso la promozione della trasparenza e dell’integrità nel rating ESG. Se tale proposta sarà attuata efficacemente, potrebbe contribuire a garantire una maggiore coerenza e affidabilità nelle valutazioni, migliorando così la capacità degli investitori di prendere decisioni informate e sostenibili.

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