Revisione degli standard ESRS: meno oneri, più chiarezza

Il 26 febbraio 2025 la Commissione Europea ha pubblicato le proposte Omnibus, avviando un importante processo di revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L’obiettivo è chiaro: alleggerire gli obblighi di rendicontazione per le imprese, mantenendo però solidi i presidi di trasparenza e responsabilità in materia di sostenibilità.

Un lavoro strutturato in cinque fasi

A guidare il processo è l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), supportato in modo unanime dal Sustainability Reporting Board (SRB). Il compito affidato è quello di fornire alla Commissione Europea una consulenza tecnica sulla revisione degli ESRS entro il 31 ottobre 2025, attraverso un percorso suddiviso in cinque fasi principali.

Il piano prevede:

  • Identificazione delle aree da rivedere, con il coinvolgimento diretto degli stakeholder.
  • Analisi dei rendiconti già pubblicati e altre fonti pertinenti.
  • Elaborazione delle prime bozze di modifica (Exposure Draft) tra la fine di maggio e luglio, sulla base dei feedback raccolti.
  • Consultazione pubblica accelerata, affiancata da eventi in tutta Europa.
  • Finalizzazione delle bozze e consegna alla Commissione a partire da ottobre.

Perché questa revisione è cruciale

Questa revisione rappresenta un punto di svolta per la rendicontazione di sostenibilità in Europa. Non si tratta semplicemente di alleggerire un obbligo normativo, ma di rendere il sistema ESG più funzionale, accessibile e realmente utile per tutti gli attori coinvolti.

Per le imprese, la complessità iniziale degli ESRS rischiava di tradursi in adempimenti burocratici scollegati dalla gestione reale dei rischi e delle opportunità ESG. La revisione punta a evitare proprio questo: semplificare laddove necessario, eliminare ridondanze e rendere le richieste più proporzionate alla dimensione e al settore dell’organizzazione.

Dall’altro lato, anche gli investitori, analisti e stakeholder finanziari trarranno beneficio da un sistema che promuove:

  • Comparabilità tra i report, attraverso schemi più coerenti.
  • Accesso più rapido e chiaro alle informazioni essenziali.
  • Maggiore affidabilità dei dati ESG, grazie a standard meglio strutturati.

In sostanza, si passa da un modello percepito come complesso e standardizzato a un approccio più pragmatico, flessibile e orientato al valore reale delle informazioni.
Una vera e propria evoluzione culturale che vuole trasformare il reporting da adempimento tecnico a strumento di gestione e comunicazione strategica.

E per le aziende non obbligate?

Nel quadro normativo attuale, le aziende non obbligate alla rendicontazione ESG secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) possono continuare ad utilizzare, su base volontaria, il Voluntary SME Standard (VSME).

Questa versione semplificata degli standard è pensata per adattarsi alle specificità e alle risorse limitate delle aziende non soggette ad obbligo di rendicontazione, mantenendo però coerenza con i principi generali della sostenibilità.
La revisione attualmente in corso non modifica il VSME, ma l’attenzione su questo segmento è destinata a crescere, soprattutto in ottica di filiera: molte imprese si trovano già oggi a dover fornire dati ESG ai propri committenti più grandi, soggetti alla CSRD.

Prepararsi oggi significa posizionarsi meglio per il futuro: adottare volontariamente strumenti di rendicontazione sostenibile consente di aumentare la propria competitività, facilitare l’accesso al credito e rispondere alle richieste di trasparenza del mercato.

Conclusioni

La sostenibilità non deve essere vista come un obbligo, ma come un’opportunità strategica che offre numerosi vantaggi a lungo termine. In un contesto normativo in continua evoluzione, come quello delineato dal Pacchetto Omnibus, l’adozione di un approccio ESG non solo semplifica la gestione dei processi aziendali, ma rende anche più tangibili i benefici economici legati alla sostenibilità.


E la chiave per un’efficace gestione della sostenibilità è l’integrazione dei principi ESG nel cuore stesso del business. ESGnext supporta le aziende in questo percorso, offrendo soluzioni pratiche e concrete che vanno oltre la mera compliance normativa, creando un impatto positivo sui risultati economici e sull’immagine aziendale.


Le aziende che si impegnano nella sostenibilità non solo contribuiscono a un mondo più etico e responsabile, ma migliorano anche la loro competitività, riducono i costi, attraggono nuovi talenti e impostano un modello di business sempre più resiliente.

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