Semplificazione degli standard ESRS: opportunità o rischio per la sostenibilità?

I lavori per la semplificazione degli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) stanno proseguendo a ritmo serrato. Dopo la proposta dell’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) di ridurre di oltre il 50% i datapoint previsti per la rendicontazione, il dibattito tra imprese, investitori e istituzioni si è acceso.

L’obiettivo dichiarato è alleggerire il carico amministrativo, soprattutto per le piccole e medie imprese. Tuttavia, molte realtà economiche e rappresentanti della società civile temono che questa semplificazione possa compromettere la qualità delle informazioni non finanziarie, ostacolando così il percorso verso una transizione ecologica trasparente, credibile e affidabile.

Consultazione pubblica aperta fino al 30 novembre 2025

Per raccogliere osservazioni da parte di tutti gli stakeholder – aziende, investitori, enti del terzo settore e cittadini – è stata avviata una consultazione pubblica estesa fino al 30 novembre 2025. Si tratta di un’opportunità cruciale per contribuire in modo attivo alla definizione delle nuove regole europee sulla sostenibilità.

Un sistema di rendicontazione al servizio della competitività

Ad oggi, circa 100 interlocutori – tra imprese e investitori istituzionali – hanno espresso forti perplessità sull’indebolimento delle regole europee in materia ESG. Secondo queste voci, la rendicontazione non rappresenta un freno allo sviluppo economico, bensì uno strumento abilitante, capace di rafforzare la competitività delle aziende europee sui mercati internazionali.

D’altra parte, alcuni Stati membri spingono per una netta riduzione degli obblighi normativi, in nome della semplificazione e del contenimento dei costi. In particolare, per le PMI il carico documentale può risultare eccessivo, specie in assenza di strumenti digitali adeguati.

Sostenibilità: da obbligo a leva strategica

In questo scenario, è fondamentale superare la visione della rendicontazione come mero adempimento burocratico. Un bilancio di sostenibilità ben costruito può diventare un potente strumento di gestione e comunicazione aziendale, capace di:

  • identificare rischi e opportunità legati alla sostenibilità;
  • guidare le decisioni strategiche;
  • migliorare la reputazione aziendale;
  • accrescere la fiducia da parte di investitori, clienti e partner.

Il nodo non è nella quantità di informazioni, ma nella loro qualità, coerenza e rilevanza rispetto agli obiettivi dell’organizzazione.

Semplificazione sì, ma senza perdere in affidabilità

Una semplificazione utile deve andare di pari passo con l’affidabilità. Ridurre gli oneri per le imprese non può significare abbassare gli standard: serve piuttosto investire in strumenti digitali, competenze e cultura ESG. Solo così le aziende potranno contribuire in modo concreto e misurabile a una crescita davvero sostenibile.

ESGnext ed Elyze: il supporto digitale per una rendicontazione efficace

In questo contesto, strumenti digitali come Elyze, il software sviluppato da ESGnext, rappresentano un alleato strategico per le imprese, soprattutto per le PMI.


Elyze permette di:

  • gestire e semplificare la raccolta dati ESG in modo strutturato e automatizzato;
  • verificare la conformità agli standard ESRS, anche in caso di aggiornamenti normativi;
  • produrre report di sostenibilità coerenti, affidabili e pronti per la pubblicazione;
  • identificare aree di miglioramento, trasformando l’adempimento normativo in un vantaggio competitivo.

Con Elyze, la rendicontazione non è più un onere, ma una leva strategica di valore.


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